Bang Bang Baby, la serie crime tra Gomorra e Voglio sposare Simon Le Bon. L’intervista alla giovane protagonista




Tra Gomorra ed il cult anni ’80, Voglio sposare Simon Le Bon. Si muove tra questi due estremi, Bang Bang Baby, (10 episodi su Prime Video dal 28 aprile) che racconta la ‘ndrangheta calabrese nella Milano dei paninari, tra le musiche pop degli Wham, gli spot di chewing gum alla fragola, la voglia di benessere economico e di progresso dell’Italia anno 1986. Il tutto condito da un umorismo che guarda ai film dei fratelli Coen e Tarantino. La serie, diretta da Michele Alhaique, parte da uno spunto di cronaca, per raccontare la storia di Alice, l’ottima Arianna Becheroni, cresciuta da Lucia Mascino, operaia, all’ombra del padre, Adriano Giannini, ucciso (almeno pare) quando lei era bimba. A vegliare sulla famiglia, Nonna Lina, interpretata dall’ottima attrice napoletana, Dora Romano, che intende diventare la prima donna a far parte della “mamma santissima”, l’organizzazione criminale della ‘Ndrangheta. Bang Bang Baby è una boccata d’aria fresca nella serialità Made in Italy, che può vantare una vera ambizione internazionale, grazie ad una bella storia (vera per giunta) ed un’ottima scelta di casting, che non punta sui soliti big, ma sceglie un mix di attori emergenti, caratteristi, e solidi attori come Adriano Giannini e Lucia Mascino. Arianna Becheroni, 17 anni, milanese è alla sua seconda prova importante, dopo il debutto al cinema in Mio fratello rincorre i dinosauri.

Hai la stessa età di Alice nella serie. Come ti sei sentita ad avere tutto per te un personaggio che regge tutta la serie?

 A parte provare un grande senso di fortuna, ho sentito peso e responsabilità perché Amazon mi ha preso, ma il percorso che mi ha guidato fino alla fine è stato leggero e tutti mi hanno protetto. Il set è stato un’accademia di recitazione ma anche a livello umano.

Tu sei nata nei primi anni del Duemila, la serie è ambientata a metà degli anni Ottanta, un’epoca molto popolare tra cinema e tu. Vivendola nella serie, come ti è sembrata?

Mi sono innamorata degli anni Ottanta, è stata una scoperta giorno dopo giorno, mi sono tuffata in una musica nuova, che si ascoltava con il walkman, la moda, le sitcom americane. Grazie ad Alice ho potuto sperimentarli.

C’è un’attrice a cui ti ispiri?

Non mi piace ispirarmi, perché ogni attore ha un proprio percorso e compie un lavoro d’interpretazione differente. 

Sei molto giovane, come dividi la tua vita tra set e quotidianità?

Ho 17 anni proprio come Alice, e non è facile staccare il lavoro dalla vita privata. Quando finivo il set, mi portavo a casa nervosismo, amarezza, non riuscivo a staccarmi. Nella mia vita sono Arianna, una ragazza normale.

Da cosa non riuscivi a staccarti?

Perché mi sono innamorata di Alice ed essendo così impegnativo, non fresco ma drammatico, per costruirlo ho preso in me tante cose, con un grande lavoro interiore, portando nella mia vita tanta negatività, per vivere Arianna, un personaggio drammatico, che fa male, senza fingere.

Tra 20 anni come ti vedi come attrice?

Vorrei sperimentare ruoli sempre diversi, difficili e non cadere nella banalità dell’attore che fa sempre la stessa cosa, vorrei giocare con l’arte e magari provare anche la regia e la musica.

Quando è scoccata la passione per questo lavoro?

Ero una bambina molto energica e gli sport non mi appagavano, così a 7 anni, mia madre mi ha portato a teatro e  quando ho provato la recitazione ho detto questo sarà il mio lavoro.

 




Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Aprile 2022, 11:58



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Bang Bang Baby, la serie crime tra Gomorra e Voglio sposare Simon Le Bon. L’intervista alla giovane protagonista

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