Autonomia Coni, l’allarme di Cito: “Un incubo. Evitiamo la sanzione Cio”

La Giunta che si terrà martedì deve intervenire per l’indipendenza del Comitato Olimpico senza la quale l’Italia potrebbe essere sanzionata ai Giochi. La preoccupazione del presidente della Fita

“Stiamo vivendo un incubo al solo pensiero che i nostri atleti non possano partecipare ai Giochi Olimpici sotto l’egida della bandiera Italiana e dell’inno nazionale”. Angelo Cito, presidente della Federazione Italiana Taekwondo, esprime tutta la sua preoccupazione in vista del 27 gennaio, quando il Cio potrebbe intervenire sanzionando l’Italia con una partecipazione spersonalizzata ai Giochi di Tokyo, quindi senza inno e bandiera. Il problema resta l’autonomia del Coni su cui martedì, 19 gennaio, si terrà una Giunta.

Organi governativi

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“È scioccante – continua Cito – e allo stesso tempo sarebbe una vergogna per l’Italia intera partecipare ai Giochi con una sanzione da parte del Comitato Olimpico Internazionale a noi italiani per non aver rispettato i principi della Carta Olimpica. Lo sport italiano non lo merita”. Al Cio serve un Coni indipendente, non legato a organi governativi come, allo stato attuale, Sport e Salute. Il tempo rimasto è ormai poco: si deve agire e risolvere entro la mezzanotte del 26 gennaio, poi il Cio discuterà della situazione italiana. Le conseguenze potrebbero essere pesanti: se il Coni venisse sospeso, sotto l’aspetto sportivo significherebbe che alle Olimpiadi di Tokyo 2021 non ci sarebbe la bandiera italiana, l’inno di Mameli non verrebbe suonato in caso di vittoria, gli atleti indosserebbero divise “neutrali” senza la scritta “Italia” e le medaglie vinte rientrerebbero nel serbatoio degli Independent Olympic Athletes.

Rischiano le squadre

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Ma non solo. Ai Giochi parteciperebbero solo atleti italiani qualificati e a titolo individuale e non le squadre. Come sottolinea il presidente Fita, tutto questo si ripercuoterebbe soprattutto su atleti e federazioni: “Non voglio neanche pensare a cosa comporterebbe tutto questo per il nostro sport ed in particolare per quelle discipline, come il taekwondo, che attendono le Olimpiadi per avere visibilità ed essere ripagati di tutti i sacrifici fatti per parteciparvi, sia da parte degli Atleti che delle federazioni e da tutte le associazioni sportive. Non parliamo poi del danno economico che tutto questo causerebbe: quale sponsor accosterebbe il proprio marchio a una nazione che è sanzionata dal Cio o a un atleta che non può fregiarsi della propria bandiera durante la cerimonia di apertura e di chiusura dei Giochi? Senza pensare a come sarebbe una premiazione senza il nostro inno nazionale. Oltre a tutto quello che stiamo vivendo a causa della pandemia, con un azzeramento di tutta l’attività e con sacrifici enormi da parte di tutto il comparto a partite da tutte le associazioni sportive sul territorio, si aggiungerebbe anche questo, una vera disgrazia”.

Stravolgimento

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Lo sport di base è fermo, o quasi. Molte discipline non sanno ancora se si potranno svolgere le qualifiche olimpiche. Il taekwondo stesso ha subito uno stravolgimento del calendario internazionale: “Qui è seriamente a rischio la sopravvivenza stessa dello sport di base, che grazie ai Giochi Olimpici ottiene risorse importanti per vivere – conclude Cito-. Nessuno può dire per quanto tempo ancora si riuscirà a resistere se questa pandemia perdurerà. E noi cosa facciamo? Mettiamo a rischio la partecipazione stessa dei nostri atleti ai Giochi? Senza tener conto che se dovessero vincere una medaglia non si parlerebbe certo del risultato conquistato, ma della sanzione inflitta al nostro Paese da parte del Cio e tutto questo si consumerebbe sotto gli occhi di miliardi di persone che seguono le Olimpiadi. Tutto questo è ingiusto ed incredibile che stia accadendo proprio all’Italia, un Paese leader mondiale nello sport. E non mi vengano a dire che ci sono altre priorità , perché questa ora lo è diventata, al pari di altre questioni quali il lavoro e la scuola. Il problema si è sottovalutato per molto tempo e ora mancano pochi giorni per evitare tutto questo”.

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Autonomia Coni, l’allarme di Cito: “Un incubo. Evitiamo la sanzione Cio”

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