Casse, l’Italia ora spera per il superG. Roda: “Ma quelle gare-farsa…”

Gli azzurri sono primi nella lista delle riallocazioni nello sci alpino maschile: se una Nazione rinuncia a un posto, automaticamente il quarto azzurro è dentro. Il presidente Fisi: “Tocca ai giudici delegati tecnici della Fis capire se una gara è regolare o no”

Dal nostro inviato Simone Battaggia

Dopo due notti a Pechino, Mattia Casse è arrivato oggi al villaggio olimpico di Yanqing. Il velocista azzurro, inizialmente escluso dalla squadra dei 7 per l’Olimpiade, è stato chiamato per poter sfruttare la possibilità di un eventuale rinuncia da parte di atleti delle altre nazioni. L’Italia infatti si trova in cima alla lista per le eventuali riallocazioni nelle gare maschili di sci alpino. Questo significa che se una Nazione dovesse rinunciare a un posto-gara, magari per l’impossibilità di rimpiazzare un atleta risultato positivo al Covid, o per via di un infortunio, l’Italia sarebbe la prima a essere chiamata, acquisendo così il diritto di schierare un ottavo uomo ai Giochi. Ottavo uomo che, nella fattispecie, è ovviamente Mattia Casse, fatto venire apposta dall’Italia per poter sfruttare questa opportunità.

Chi esce e chi entra

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“C’è un atleta di non so quale nazione che in questo momento è bloccato – spiega il presidente della Fisi Flavio Roda -. Se il suo Paese rinuncia al posto, allora rientriamo subito essendo i primi della lista”. Roda si riferisce con ogni probabilità a Martin Cater, velocista sloveno che cinque giorni fa ha dichiarato di essere positivo al Covid. A oggi non è arrivato in Cina e, a quanto si sa, la Slovenia non sembra avere possibilità di sostituirlo. Resta l’ipotesi di una guarigione all’ultimo che gli possa consentire di gareggiare martedì in superG, ma se non arriverà a Pechino domenica non ci sarà più tempo per vederlo al via. A ogni modo la Slovenia ha tempo fino a tre ore prima della riunione dei capitani (quindi lunedì alle 14 cinesi) per rinunciare al posto e quindi dare il via libera al subentro di Casse per l’Italia. Se non lo dovesse fare e dovesse gareggiare con un uomo in meno rispetto alle quote assegnate, sarebbe sanzionata. Nello slittino, invece, la positività di Kevin Fischnaller – ora in isolamento in un hotel Covid – ha portato l’Italia a rinunciare a uno dei tre posti a disposizione nel singolo, posto che è stato preso da un’altra nazione. La stessa regola è stata sfruttata venerdì dall’Italia nello slopestyle del freestyle: la rinuncia di una Nazione ha permesso all’Italia di chiamare Elisa Nakab, che è già arrivata a Pechino e che domani parteciperà alle qualificazioni a fianco di Silvia Bertagna.

Per il superG

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La sola gara che Mattia Casse potrebbe disputare è il superG di martedì, sempre che appunto si liberi un posto. Il suo rientro in Italia è previsto per mercoledì. L’altra possibilità di vedere Casse al via del superG, ovviamente, è legata a una possibile indisponibilità di uno dei tre azzurri della velocità. La regola del Cio prevede infatti che un’atleta possa subentrare a un compagno di squadra in caso di infortunio o di positività al Covid.

Il caso gare-farsa

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Il presidente della Fisi ha anche parlato del caso delle gare-farsa organizzate a Dubai, in Liechtenstein e in Montenegro per permettere ad atleti di paesi con poca tradizione sciistica di conquistare quote olimpiche, sfruttando la presenza di avversari di miglior classifica. La vicenda ha coinvolto anche due italiani, Federico Vietti e Michele Gualazzi: “Ho parlato con Gualazzi. Mi ha raccontato che era andato in Montenegro perché non c’erano gare in Italia. Il secondo giorno non ha corso perché gli hanno detto “dovresti andare più piano”. Lui ha detto “No, allora io non corro”. Certo che questa storia puzza, di certo quelle gare sono state fatte ad hoc. Ci sono 10-12 partenti, una cosa ridicola. Sono state organizzate per far fare punti. Ma dire se gli atleti sono andati piano di proposito non è facile. Ci vorrà più attenzione da parte della Fis in futuro: c’è un giudice delegato tecnico che deve capire se una gara è regolare o no, è lui la persona preposta a farlo. C’erano atleti che avevano non so quanti punti e che ne hanno fatti ottanta. Quello non è il loro valore. Poi qui ai Giochi lo vedremo, quanto valgono davvero. Di questa storia ne abbiamo sofferto tutti, poi ci sono alcune nazioni come l’Austria che sono riuscite a recuperare dei posti per la riallocazione. Noi siamo i terzi in classifica, i primi a essere rimasti fuori. Ora vediamo se si libera un posto per Casse”.

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Casse, l’Italia ora spera per il superG. Roda: “Ma quelle gare-farsa…”

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