Goggia, serve l’ultimo sforzo: “Ogni energia per la coppa di discesa”

A Courchevel (ore 11.30) alla bergamasca basta un decimo posto per prendersi il terzo trofeo dopo quelli del 2018 e 2021. L’ultima prova però le ha messo qualche dubbio: “Dovrò gestirmi”

Sembra sia nel destino di Sofia Goggia vivere i momenti più importanti della carriera con un po’ di tensione in più. Sulla carta il compito che l’attende stamani a Courchevel, nella discesa delle finali di Coppa del Mondo (ore 11.30), non è impossibile. Nella classifica di specialità vanta 75 punti di vantaggio su Corinne Suter: anche in caso di vittoria della svizzera, un 10° posto basterà a Sofia per portare a casa la terza “coppetta” dopo quelle del 2018 e del 2021; se Corrine sarà seconda, alla bergamasca basterà invece piazzarsi 15ª, come nella prova di ieri. Questo è il punto: il secondo test sulla “Eclypse” non ha dato buone sensazioni a Sofia e alle finali il 16° posto — che ieri ha evitato per soli 2/100 – non dà punti; con la Suter seconda, come ieri (miglior tempo per Mikaela Shiffrin) il rischio sarebbe altissimo. “La visibilità non era buona — racconta il responsabile dell’élite Gianluca Rulfi —: in quota c’era vento alle spalle e per gestirlo bene devi essere in condizione, poi sotto Sofia ha preso un “tombino” che le ha dato una botta e da quel momento ha mollato. Insomma, deve concentrarsi su ciò che ha fatto nella prima prova e pensare solo alla sua prestazione. Il meteo per domani (oggi, ndr) dà bel tempo e questo dovrebbe permetterle di fare una gara normale”.

Poco sci

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“Le energie residue le metto tutte su questa gara — attacca la bergamasca —. Le sensazioni non sono diverse rispetto a quelle di Crans Montana. Alla fine dovrò gestirmi, quando sono rientrata dagli infortuni in passato l’ho sempre fatto da guarita mentre questa volta mi manca il percorso di riabilitazione. Dopo la tappa in Svizzera sono riuscita a fare solo una giornata di campo libero dalle mie parti (ai Piani di Bobbio, ndr) e una sola di superG nello scorso weekend a Pila. Sarebbe stato importante rimettere gli sci, dopo Crans Montana mi ero resa conto che tornare in gara direttamente dalla palestra non era semplice, ma le condizioni meteo non mi hanno aiutato”. Che senso può avere questa Coppa? “Il senso lo troverò e lo dirò solo se riuscirò ad alzarla – continua l’azzurra -. So che vengo dalla mia stagione più vincente e so di aver fatto qualcosa di straordinario ai Giochi, ma questa sensazione è un po’ croce e delizia perché so anche che senza i voli di Zauchensee e di Cortina sarebbe andata diversamente, che molto probabilmente avrei corso per qualcosa di più ai Giochi e forse la coppa di discesa sarebbe stata al sicuro prima e magari avrei potuto fare qualcosa di interessante anche per quella di superG. Con i se e i ma non si va lontano. So bene che la scioltezza e la sicurezza di quel periodo ora non le ho”.

Terzo posto

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Goggia 851, Brignone 931. Sulla carta, alle finali la bergamasca, che è iscritta anche al superG di domani e al gigante di domenica – ha la possibilità di attaccare il terzo posto nella generale della valdostana, che ha detto di tenere tantissimo al podio. “Vedrò giorno dopo giorno — chiude Sofia —. Certamente preferisco arrivare terza a quarta, ma la generale o la vinci o non conta niente. E poi sono già arrivata terza una volta (nel 2017, ndr)”.

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