Il Genoa segna, resta in 10 e resiste al Torino. E ora Blessin crede nella salvezza

Portanova segna al 15′, poi al 24′ l’espulsione di Ostigard. I granata spingono, ma non vanno oltre la traversa di Vojvoda. Padroni di casa a tre punti dal Cagliari in attesa delle partite del weekend

Trecentoventotto giorni, praticamente una vita: dopo quasi undici mesi il Genoa ritrova la vittoria in casa (1-0) e allunga il momento poco felice del Torino, la cui ultima vittoria in campionato risale a oltre due mesi fa, il 15 gennaio scorso proprio qui al Ferraris contro la Sampdoria. Da allora, per i granata, cinque sconfitte e tre pareggi. I granata, in svantaggio dopo 14 minuti, non sono riusciti a riaprirla nonostante settanta minuti – recuperi compresi – in superiorità numerica per la sciocca espulsione di Ostigard. Nel complesso una gara spigolosa, nervosa, ma mai cattiva. In partenza, Genoa bloccato in avanti, Toro molto attento sulle corsie esterne, approfittando anche di una limitata concretezza rossoblù in avanti. Sirigu è bravo e attento (11’) a sventare sulla botta di Izzo, ma sulla ripartenza del Genoa nasce l’azione del gol genoano (13’). Errore di Vojvoda che permette a Frendrup di rubargli palla proprio davanti alla panchina di Juric. L’esterno rossoblù mette poi un pallone a centro area sul quale la difesa granata commette un doppio errore, perché Berisha si fa scavalcare e Izzo pasticcia sul mancato intervento del suo portiere, favorendo l’intervento di Portanova, appostato sul palo opposto, che va a segno.

FURORE TORO

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Genoa in vantaggio, ma la reazione granata è veemente. Proprio su uno di questi attacchi l’arbitro Mariani fischia un contatto fra lo stesso Izzo lanciato in velocità e Ostigard, che con troppa irruenza prova a frenare la corsa del difensore granata: contatto fatale e secondo giallo per il centrale genoano, con il Grifone in dieci.

CAMBIO IN CORSA

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Blessin passa allora immediatamente al 4-4-1, e inserisce Bani in difesa che va ad affiancarsi a Maksimovic nella stessa posizione del norvegese. Fuori Amiri, e questo limita fortemente la spinta dei padroni di casa. E qui sale forte la pressione granata, grazie anche alla profondità del gioco sulla corsia di destra, dove Singo con la sua velocità approfitta degli spazi creati da Portanova (che prova a tamponare ed a ripartire) e Vasquez, troppo distanti fra loro. E così negli spazi si inserisce bene il Toro. Juric invita i suoi a schiacciare il Genoa nella sua metà campo, alzando la posizione di Pjaca per dare maggiore supporto a Belotti. Proprio la rovesciata del Gallo (36’) si trasforma in un cross per Vojvoda, che di testa scheggia la traversa. Belotti scatenato al 42’, quando in scivolata non trova la porta.

MONOLOGO (INUTILE)

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Toro padrone assoluto del campo anche in avvio di ripresa. Blessin dà sostanza alla difesa inserendo Hefti per Destro e provando ad avanzare Frendrup. Juric risponde con Brekalo e Ansaldi al posto di Mandragora e Vojvoda. Il Genoa fa muro, gli ospiti aumentano la pressione, Belotti di testa (15’) schiaccia e Sirigu para. Ma la squadra di Juric fatica a trovare varchi. I rossoblù sono alle corde: prova ne sia che al 20’ Portanova stremato si blocca su uno scatto e Blessin corre ai ripari: dentro Galdames al suo posto (ma Portanova non vorrebbe uscire…), e anche Yeboah per Melegoni, provando ad allungare di più la squadra. L’idea, a tratti, funziona: Yeboah impegna Berisha a terra al 26’ e i rossoblù respirano. Ma il Toro avrebbe bisogno di un cambio di ritmo, Singo arriva con un attimo di ritardo (28’) e una buona palla per il pari sfuma. Genoa arroccato, ma attento, ma le responsabilità principali sono della squadra di Juric, troppo molle contro un avversario in affanno. Zaza sostituisce Singo e Buongiorno rileva Rodriguez, sono le ultime mosse per rilanciare l’offensiva ospite con un Toro tutto a trazione anteriore. Non basta: gli animi si innervosiscono, Badelj sfiora il raddoppio su una ripartenza rossoblù, ma il risultato non cambia. Toro deluso, apoteosi Blessin, che si guadagna gli applausi del Ferraris.

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Il Genoa segna, resta in 10 e resiste al Torino. E ora Blessin crede nella salvezza

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