Inter, il muro di Inzaghi ora scricchiola. Christensen o Senesi per rialzarlo

Skriniar, De Vrij e Bastoni meno brillanti dei mesi scorsi. L’olandese potrebbe partire, nel mirino il danese del Chelsea e l’argentino del Feyenoord. Occhio anche a Hinteregger

Cosa è successo a quel muro tanto alto da causare vertigine? Perché adesso si è fatto così friabile, con buchi sempre più grandi? Nella prima parte della stagione l’Inter di Simone era creativa e libera, ma nello stesso tempo si mostrava pure solida e combattiva: governando il pallone, i nerazzurri tenevano i pericoli lontani da Handanovic e i tre centurioni della difesa facevano il resto. Adesso tira tutt’altra aria, la squadra è molto più stanca per aver spinto a tavoletta nei mesi scorsi, poi questo ciclo terribile tra Italia ed Europa ha dato un ulteriore scossone: i campioni di Italia tirano il fiato, gli avversari arrivano più minacciosi davanti a Skriniar-De Vrij-Bastoni e spesso è inutile chiedere un miracolo al 37enne Handa.

Tirando un po’ il fiato e con la giusta concentrazione, l’Inter potrebbe tornerà a blindarsi nel breve periodo: sarà decisivo nella lotta per la seconda stella. Ma nel futuro questo non basterà e il mercato è lì per venire incontro: i dirigenti nerazzurri esplorano il mercato dei difensori in scadenza con una preferenza che nelle ultime settimane si è fatta decisa. Andreas Christensen, centralone del Chelsea che non ha ancora rinnovato e sta scegliendo il suo futuro in questi giorni, è il pezzo pregiato del genere. Su si lui numerose big del Continente, ma pure gli occhi nerazzurri sono ben aperti: l’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Piero Ausilio hanno qualche carta da giocarsi in questa partita. Anche sul 24enne argentino del Feyenoord, Marcos Senesi, la concorrenza non manca di certo nonostante scada “solo” nel 2023: questo talento è su molti taccuini, compreso quelli degli scout interisti. Anzi, ad Appiano piace particolarmente perché ha uno sponsor in società: il vicepresidente Zanetti stravede per lui e questo pesa in una eventuale trattativa.

Che calo

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Nell’attesa di ciò che sarà, è il presente a preoccupare. Finora è come se la Serie A avesse conosciuto due squadre nerazzurre: fino al 2021 una dominante che raccoglieva quasi tutto il seminato e poco o niente lasciava per strada; nel 2022 una calante, sciupona davanti e sbadata dietro. La differenza tra prima e dopo secondo questo spartiacque la vedi proprio in certi freddi numeri difensivi: la media dei gol subiti a partita, ad esempio, è passata dallo 0,8 dello scorso anno all’1,2 di questo. Insomma, Handa raccoglie almeno un pallone a partita da dentro la rete: è successo in otto delle ultime dieci considerando anche le coppe, mentre a fine 2021 la porta era rimasta inviolata per sei di fila. E come conseguenza c’è che l’Inter da una percentuale di vittorie del 74% (media punti da 2,6) nel 2021 è precipitata al 33% (media punti da 1,3) nel 2022. Sarà pure che lo spremuto centrocampo non copre più come una volta e l’assenza di Brozovic contro i piccoli diavoli del Sassuolo si sarà pure sentita come un mal di denti, ma a volte l’Inter ha pagato un calo di concentrazione dei suoi guardiani della difesa. Bastoni, ad esempio, avrebbe potuto contrastare con più energia Firmino nella notte di Champions contro il Liverpool: il mancino tornerà al suo posto a Genova venerdì dopo due turni di squalifica e tutta la manovra dovrebbe guadagnarne. E se Skriniar non ha dato mai reali segni di cedimento, è in zona De Vrij che si è alzato il livello di allerta: anche lui sul 2-0 dei Reds avrebbe potuto fare assai meglio, ma è stato solo l’ultimo di un ormai lungo rosario di errori. La media voto della stagione passata, 6,31, è ormai scesa sotto la sufficienza, 5,84: vorrà pur dire qualcosa. Col suo agente Mino Raiola non è al momento in agenda un incontro per allungare il contratto in scadenza nel 2023 e, visti i 30 anni appena compiuti, è proprio lui il difensore più “sacrificabile” della compagnia.

Proprio nel probabile caso di un addio olandese, ecco gli ami nerazzurri lanciati nel mare magnum del mercato. Lì galleggia il danese Christensen, 26enne ad aprile, che guadagna intorno ai 4,5 milioni di euro l’anno: dopo anni vittorie da alternativa (di qualità) al Chelsea, vorrebbe il posto fisso. In più, l’abitudine a giocare in una difesa a tre, sia da centrale sia da terzo a destra, lo rendono un candidato forte agli occhi di Inzaghi. A spaventare, semmai, è la concorrenza delle grandi continentali, soprattutto del Bayern Monaco. Proprio i bavaresi sono il motivo per cui Matthias Ginter del Borussia Mönchengladbach è uscito dai radar di Marotta e Ausulio: quando scendono in campo loro con una vera offerta al giocatore, è difficile competere. Nel “dossier difesa” l’altro nome caldo si chiama Marcos Senesi: argentino, mancino, classe 1997, che col Feyenoord continua ad impressionare. Sembra pronto per il salto in un campionato di livello e quel contratto in scadenza l’anno prossimo che rende il suo cartellino comunque accessibile. In più, il suo entourage ha più volte fatto sapere che nel futuro del giocatore l’Italia resta in pole position. E poi occhio a Martin Hinteregger, austriaco classe 1992 dell’Eintracht. Ha sfidato l’Italia nell’ultimo Europeo, dimostrando di avere personalità e senso tattico: 65 presenze e 4 gol in nazionale, 183 gare e 17 reti in Bundesliga, Hinteregger non sarà un nome dal forte appeal, ma ha una solidità straordinaria e anche un buon feeling con il gol, sfruttando il colpo di testa su palla inattiva. Insomma, sembra pronto per l’Inter di Inzaghi, a patto che l’Eintracht decida davvero di ascoltare eventuali offerte.

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Inter, il muro di Inzaghi ora scricchiola. Christensen o Senesi per rialzarlo

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