Jacobs e la staffetta verso il sogno mondiale: “Muso davanti agli Usa”

Marcell, Tortu, Patta e Desalu: la 4×100 campione a Tokyo si è radunata a Roma. “Squadra che vince non si cambia”

Finalmente! Un attimo di tregua nella piovosissima settimana romana e gli staffettisti d’oro possono finalmente provare per intero i loro cambi. Vento, pure un po’ di freddo insolito per aprile almeno da queste parti, ma i campioni olimpici della 4×100 si prendono la pista dello stadio Paolo Rosi. Un assaggio, niente di più. Ma è il segno di una ripartenza. Non facile perché, scusateci la frase fatta, restare in vetta è più difficile che arrivarci. Patta, Jacobs , Desalu e Tortu. Che dice: “Questi giorni servivano per ritrovarci e stare un po’ insieme”. E la missione è stata compiuta. “Siamo sempre affiatati”, aggiunge Desalu. “È stato bello ritrovarci”, aggiunge Lorenzo Patta, la matricola di Tokyo, ma anche l’uomo dal sangue freddo nella call room di quel National Stadium che l’atletica italiana non dimenticherà mai. È lui a darci una bella notizia: “La pista della mia Oristano? Sì, i lavori sono cominciati. Dovevano partire a settembre, ma ora ci siamo, dovrebbero finire il 9 maggio”. Forse ha dato una mano pure la sua medaglia d’oro. Magari senza forse.

“Tu chi sei?”

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Jacobs è l’uomo di casa. Perché qui ha costruito Tokyo e qui sta costruendo i Mondiali di Eugene. Dall’altra parte della pista c’è già una scuola di atletica al lavoro ed è in questa miscela campione-ragazzini, campione-amatori c’è il segreto di un’atmosfera speciale che si respira nello stadio. A un certo punto, l’olimpionico allunga davanti alla tribuna e al traguardo trova le colleghe della 4×100 al femminile che cominciano a strillare “dai Lorenzo, viva Lollo”, il soprannome di Patta, facendo finta di ignorare il campione olimpico. Solo alla fine Zaynab Dosso, la velocista del momento, anche lei di casa su questa pista, sorride: “Tu chi sei? Ah, quello che ha vinto l’oro…”.

Ruggine

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Le prove servivano soprattutto per risentirsi dentro una storia. La cena, la famosa cena per stare insieme al di là degli impegni pubblici, ancora non si è trovato il tempo per organizzarla e a questo punto c’è da pensare che se ne parlerà come minimo a fine stagione. E poi il calendario morde, gli esami sono vicini e questo è l’ultimo tempo utile per pensare un po’ alla staffetta. “Ho sentito la mano, ma non il testimone”, spiega Tortu quando il bastoncino affidatogli da Desalu cade per terra. “Ho anticipato”. “Ma l’importante è cancellare un po’ di ruggine”, dice Fausto. “La fame c’è, quella non manca”, assicura Tortu. Il problema è che c’è poco tempo, mannaggia. Lo capisci dallo sguardo di Di Mulo, che spiega la sua tabella di marcia verso il Mondiale, ma non nasconde un desiderio, quello di avere almeno una gara-collaudo prima di prendere l’aereo per andare da campioni olimpici negli Stati Uniti. Ma ognuno ha i suoi programmi e la propria road map verso i Mondiali, difficile che si possa trovare un varco. È inevitabile allora aggrapparsi un po’ alla scaramanzia: in effetti prima di Tokyo la formazione non aveva nessun precedente agonistico nel motore.

Squadra che vince…

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A proposito di formazione, le prove dei cambi fanno pensare che la formula Tokyo non sarà toccata. Jacobs non vede l’ora di affrontare Mondiali ed Europei, l’aveva già detto nella sua intervista a Sky di inizio settimana aggiungendo: “Squadra che vince non si tocca. Poi deciderà l’allenatore in base alla forma di ognuno”. Certo pure Patta arrivò in corsa nel quartetto dopo il boom di Savona, ma la sensazione è che proprio il tempo per sperimentare non ci sia. In realtà, dopo Tokyo può succedere tutto. E una squadra che ha il titolo olimpico in bacheca non può non affiggere il manifesto programmatico illustrato da Fausto Desalu: “L’obiettivo è mettere il muso davanti agli statunitensi. Loro giocano in casa. Noi dobbiamo difendere la nostra reputazione”.

Niente pronostici

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La pioggia torna a battere, già è tanto aver sfruttato la finestra di un po’ di tregua per poter lavorare. Oggi sarà l’ultimo del giorno del raduno e le previsioni dicono ancora temporale. C’è tempo però per chiedere a Tortu anche un pronostico calcistico per la sua Juve. Come finisce con l’Inter? “Sarà una partita speciale, però meglio non fare troppi pronostici perché dopo le ultime delusioni calcistiche non porta bene”. Ok, ci arrendiamo.

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Jacobs e la staffetta verso il sogno mondiale: “Muso davanti agli Usa”

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