Molfetta, 37 anni d’amore per il taekwondo: “Un desiderio? Essere presidente del Coni”

Il campione olimpico a Londra 2012, ora team manager azzurro, festeggia il suo 37esimo compleanno ricordando i regali più belli conquistati in carriera e lavorando verso grandi obiettivi futuri

La sua è una delle pagine più belle della storia dello sport azzurro. La carriera di Carlo Molfetta è straordinaria, nel taekwondo è salito sul podio di tutte le competizioni più importanti: dagli Europei ai Mondiali, fino alle tanto agognate Olimpiadi. Nato il 15 febbraio 1984 a Mesagne, in provincia di Brindisi, Carlo si è avvicinato al taekwondo da bambino all’età di 5 anni, seguendo la passione del papà entrando poi a fare parte del Centro Sportivo dei Carabinieri. Il suo è un percorso da predestinato, culminato a Londra 2012 con quell’oro olimpico che ha fatto sognare tutta Italia. Oggi è il team manager della nazionale italiana e con grande passione trasmette ogni giorno tutta la sua esperienza alle giovani speranze azzurre del taekwondo. Ma non è finita qui, perché Carlo Molfetta non si accontenta mai e ora punta dritto al prossimo obiettivo. Nel giorno del suo compleanno, ecco che ci racconta i festeggiamenti, i regali più belli e il suo grande desiderio.

Come festeggerà il suo compleanno?
“C’è poco da festeggiare, sono ormai 37 e sto invecchiando – scherza –. Poi la situazione non permette grandi feste. Penso che suddividerò i miei amici in coppie e li vedrò un po’ per volta, il che significa che alla fine festeggerò fino al prossimo anno! I ragazzi della nazionale stamattina mi hanno accolto cantandomi gli auguri tutti in coro, sono stati carinissimi”.

Oggi compie 37 anni, la maggior parte dedicati al taekwondo. Qual è stato il momento più bello?
“Ho iniziato a praticare taekwondo quando avevo 5 anni, sono ormai 32 che vivo questa disciplina a 360°: da atleta a dirigente. Il momento più bello sarà quello che vivrò domani, sono convinto che non si debba guardare al passato e che il futuro mi darà ancora un sacco di soddisfazioni”.

Nella sua carriera, qual è il regalo più grande che si è fatto? E quale invece non ha ancora ricevuto?
“Il regalo più grande che mi sono fatto e, penso resterà tale per tutta la vita, è sicuramente la medaglia d’oro olimpica a Londra 2021. Quello che, invece, non mi sono ancora fatto è il sogno per cui sto lavorando ormai da tempo: diventare presidente del Coni. È l’obiettivo che mi sono prefissato, ora sto studiando mi sto impegnando al massimo per riuscirci presto. Lotterò fino a che non raggiungerò questa meta”.

Stiamo vivendo un periodo difficile, anche a livello sportivo, a causa di questa pandemia che sembra non voler ancora avere fine. Nel giorno del suo compleanno, quale desiderio si sente di esprimere?
“Spero che il peggio sia ormai passato. Sono convinto che avremmo potuto fare meglio, sia noi come cittadini che il governo, però come dicevo prima non serve ora guardare al passato, ma lavorare nel presente per avere un futuro migliore: è tempo di rimboccarci le maniche, è stato un anno difficile per tutti, ma non ci si deve abbattere perché è il nostro approccio alle cose che porta a grandi risultati. Ecco il mio desiderio è di continuare a lavorare per avere un domani migliore”.

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Molfetta, 37 anni d’amore per il taekwondo: “Un desiderio? Essere presidente del Coni”

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