Morris, sul green per battere il cancro: “Solo in campo non penso al dolore”

È in gara nel Butterfield Bermuda Championship del Pga Tour. Malato terminale, ha ricevuto l’invito di uno sponsor per giocare

“Solo quando sono in campo non penso al dolore”. Lo dice Brian Morris, professionista titolare all’Ocean View Golf Course, nel Devonshire (Isole Bermuda), da oggi in gara nel Butterfield Bermuda Championship. Mai più avrebbe pensato di poter giocare un torneo del PGA Tour, uno dei primi della stagione 2021-2022 iniziata a metà settembre, con montepremi di 6.5 milioni di dollari. Il campo di gara (il Port Royal di Southampton) è poco distante dal suo, ma l’idea era lontana anni luce, perché dotato di un gioco modesto da professionista di circolo e, soprattutto, perché travolto dagli eventi degli ultimi due anni. Ovvero un tumore al cervello rimosso nel dicembre 2019 con una prospettiva di vita di tre mesi, brutte notizie e trattamenti continui a seguire, la malattia progredita verso l’esofago, lo stomaco, il collo. Ora si affida a una cura sperimentale, quella che considera il suo “last shot”, l’ultimo colpo da giocare.

Che forza

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Brian ha 53 anni, poche forze rimaste (“mi è difficile stare in piedi per più di mezz’ora ma, sapete, ho superato la mia data di scadenza”, dice). Tuttavia, in mezzo alla tempesta non è mai stato distante dal golf, perché “quando ti dicono che stai morendo è questo che pensi ogni giorno… ma quando gioco non ho tempo per farlo, sono concentrato anche su un corto putt, non voglio sbagliare. Il golf per me è un grande sfogo, è grazie a questo sport se riesco a stare meglio del previsto”, ha voluto sottolineare.

Aveva iniziato a giocare a 12 anni e già voleva diventare professionista. Ma quando il padre morì in un incidente ne aveva 19 e reagì lanciando sacca e bastoni in mare da una scogliera (“Il golf senza mio padre non significava più nulla”). Tornò in campo dieci anni dopo e nel 2003 passò professionista. Nel tempo ha raccolto oltre 200 mila dollari a favore delle famiglie dei malati di cancro. Come? Giocando per tre volte 180 buche in 24 ore. Tra i suoi allievi anche Patrick Swayze, Catherine Zeta Jones and Michael Douglas. Brian Morris aveva provato a qualificarsi per il Butterfield Bermuda Championship senza riuscirci, poi l’invito di uno sponsor (“Un dono incredibile che mi permette di competere al livello più alto del gioco insieme ai migliori”) e la possibilità di usare il cart. Oggi primo round e ultima partenza per lui (alle 14.05 locali, cinque ore indietro rispetto all’Italia), con sospensione e ripresa della gara a causa di pioggia e forte vento.

La gioia di esserci

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Nervoso alla partenza? “Sì certo, per la carica agonistica, non per la performance; comunque mai quanto lo sono ai controlli in ospedale”. Quanto conterà il suo score alla fine dei quattro giri? Tantissimo per la volontà di fare bene che un professionista mette ogni volta che sale sul tee della buca uno, nulla in confronto alla gioia di esserci e alla sfida ben più grande che deve sostenere. In campo alle Bermuda c’è anche l’azzurro Guido Migliozzi.

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Morris, sul green per battere il cancro: “Solo in campo non penso al dolore”

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