Tamberi show! Torna dopo sei mesi, omaggia i colleghi ucraini e si prende il bronzo

Il campione olimpico battuto solo dal sudcoreano Sanghyeok Woo (2.34) e dallo svizzero Gasch (2.31 con un errore in meno dell’azzurro). Bronzo anche per il neozelandese Kerr. Rojas record del mondo nel triplo: 15.74

Una “follia” di bronzo. Gianmarco Tamberi non gareggiava da oltre sei mesi. E, in questo lungo periodo, ha saltato seriamente solo una volta, mercoledì ad Ancona, quando ha sciolto le riserve e, in extremis, ha deciso di volare a Belgrado. La stagione indoor, fino a fine gennaio, non era nei piani. S’è risolta in un’unica gara, quella iridata. Sufficiente per aggiungere un altro anello a una catena sempre più prestigiosa. C’è da esserne orgogliosi.

La gara

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Il campione olimpico, colori della bandiera dell’Ucraina sulla mascherina pre-gara e sulla spalla destra, incisi insieme ai nomi di Bohdan Bondarenko e Andriy Protsenko, “colleghi” del Paese martoriato (sulla sinistra quella dell’Italia), non ha problemi a 2.15, né a 2.20. A 2.24, invece, stacca lontano e commette un errore. Presto ammendato. A 2.28, misura che fa selezione, supera l’asticella al primo tentativo. Come solo il sudcoreano Sanghyeok Woo, lo svizzero Gasch (percorso netto per entrambi) e il neozelandese Kerr (un inopinato nullo a 2.15). Vanno oltre anche il brasiliano Moura, al secondo (record sudamericano migliorato di un centimetro dopo 23 anni) e il belga Carmoy, al terzo. Il gruppo si è dimezzato: dei dodici partecipanti sono rimasti in sei. E si va a 2.31. Nessuno centra la quota alla prima prova. Tamberi, il sempre più sorprendente Moura, Gasch e Kerr alla seconda, Sanghyeok Woo alla terza. Carmoy è eliminato. Finisse così Gasch sarebbe d’oro, Tamberi e Kerr d’argento. Ma, dopo due ore a grande intensità, si sale a 2.34. Quota da podio. Gimbo, trasfigurato in volto come in tutte le occasioni che contano, confronti continui con papà-coach Marco seduto in tribuna, sbaglia il primo tentativo piuttosto nettamente. Lo centra solo Sanghyeok Woo. Disco rosso anche al secondo. E al terzo. Come per tutti gli altri. Il sudcoreano è campione del mondo (2.34), Gasch d’argento (2.31), Tamberi e Kerr di bronzo (2.31, ma con un errore in più dell’elvetico).

Rojas record

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Yulimar Rojas non finisce di stupire: la venezuelana vincitrice di tutto, oro già al collo con 15.36, al sesto e ultimo tentativo della finale del triplo vola a 15.74, là dove nessuna donna si è mai spinta (il suo record del mondo all’aperto, ottenuto ai Giochi di Tokyo, è 15.67, quello indoor, di due anni fa, era 15.43). Mostruosa. Poca gloria per Dariya Derkach che, con 13.67 (13.67, nullo, 13.61) non va oltre il 13° posto. Hassane Fofana, con 7”73, quinto nella propria batteria, supera il primo turno dei 60 ostacoli grazie ai ripescaggi (23° tempo) e stasera sarà tra i 24 a caccia della finale. Nella seconda sessione di giornata, in chiusura di rassegna, in gara anche Pietro Arese nella finale dei 1500 e Larissa Iapichino in quella del lungo. Il titolo dei 3000, intanto, va all’etiope Selemon Barega (7’41”38), campione olimpico dei 10.000.

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